ATTRIBUZIONE

L'oratorio con i trenta cipressi

«All’inizio di questo 1901 io ho scoperto, insieme al sig. Berenson, un affresco che penso di poter attribuire al Botticelli ancora filippeggiante (eseguito fra il 1465 e il 1468). Si tratta di una Vergine col Bambino, disgraziatamente assai mal conservata, dentro un Oratorio a Settignano, nei dintorni di Firenze, Era in origine la decorazione di un Tabernacolo messo sul bordo della strada, sul lato della valle che guarda anche verso Fiesole, La opinione che questa immagine preservasse dalla grandine tutta la collina settignanese fece racchiudere, verso il XVII secolo, il Tabernacolo in un Oratorio, detto di SS. Maria del Vannella, e che oggi appartiene alla prioria di Settignano.

A prima vista ci crederemmo in presenza di un’opera della scuola di Fra’ Filippo Lippi; difatti è stata attribuita a questo medesimo artista, nella “Guida di Firenze e dintorni” di Federico Fantozzi. Ma un esame attento mi ha convinto che, ad eccezione della testa della Vergine, tutto l’affresco è stato ridipinto in epoca abbastanza recente: la testa, anche se non completamente sfuggita al restauratore, appare tuttavia in condizioni migliori di quanto lo farebbe credere la nostra fotografia. Il carattere e la forma di questa testa, la disposizione del velo, il disegno dei tratti e soprattutto il colore del volto, appaiono del tutto della maniera del Botticelli: vi si ritrova quella qualità particolare della linea che nessuno dei suoi successori ha potuto imitare. Per convincersene, basta confrontare questa testa con quella della Vergine Austen o a quella della Vergine Corsini......... Ci sono inoltre delle analogie fra le mani della pittura settignanese, quelle della collezione Corsini e dei quadri degli Uffizi. Un altro quadro al quale fa pensare il nostro affresco è il ben noto pannello del Louvre, che parrebbe poi della stessa mano di quello degli Uffizi, tratto da un cartone giovanile del Botticelli.

Insomma, mi parrebbe chiaro che la Madonna del Vannella fu dipinta verso il 1465, o poco dopo; dunque è la sola opera del Botticelli che si possa citare di questo periodo....... »

(H. Horne: Un affresco della giovinezza di Botticelli - Revue Archéologique, Paris, ed. Leroux, Juillet 1901)