NEL NOME DEL SIGNORE IDDIO E
DELLA SS.MA VERGINE
NOSTRA AVVOCATA E PROTETTRICE
AMEN

Costituzione del Trentesimo dei Devoti di Maria Vergine SS.ma dell'Oratorio del Vannella annesso di questa Chiesa di Santa Maria a Setignano: riassunto questo 1792 essendo Priore il P. Filippo Bandinelli.

CAP. I - DEL TITOLO E DELLA FESTA

Il Titolo di questa Pia Società è Congregazione dei Trenta Devoti di Maria SS/ma di Settignano. La Festa Titolare di detta Congregazione sarà sempre la seconda Domenica di Settembre, nella quale cade la Festa del Nome di Maria, ancor quando (in detta Domenica seconda) cada la Natività della medesima, per esservi in questo giorno l'indulgenza plenaria e per questo il Titolo dell'Oratorio della Vergine del Vannella annesso di questa Chiesa In tal giorno pertanto tutti i Trenta Devoti ascritti a questa Congregazione procureranno di comparire avanti alla gran Madre Maria SS/ma nell'Oratorio suddetto colla maggior purità di spirito, col confessarsi e comunicarsi per fare acquisto dell'Indulgenza Plenaria in remissione dei loro peccati. In detta mattina a ore 10,30 il capo di detta Congregazione, che si chiamerà il Signore, si porterà formalmente alla visita di detto Oratorio accompagnato da tutti gli altri confratelli, a riserva di quelli che saranno legittimamente impediti, e seco porterà l'offerta da farsi alla SS/ma Vergine di due barili d'olio e sei stai di grano. Assisterà in luogo destinato alla Messa Cantata la quale sarà sempre celebrata dal Sig. Priore pro tempere di Settignano, con applicare il S. Sacrifizio per tutti i Nostri confratelli viventi per il loro processo nello spirito e nella devozione di Maria SS/ma. In detta Festa non vi saranno meno di sei Messe, la 1° delle quali sarà celebrata a buon'ora alla Chiesa per comodo di quelli che non potessero venire in detto Oratorio, e il Sacrifizio sarà applicato a tutti i confratelli defunti di detta Congregazione: le altre saranno distribuite in tutto il coso della mattinata e i sacrifizi applicati per tutti i benefattori di detto Oratorio. Tra questi Sacerdoti non vi saranno meno di quattro Confessori per soddisfare alla devozione del popolo Per far fronte di detta Festa, considerate le sei Messe, i Confessori, la doppia al Sig. Priore, il calo della cera il lacero di Sacrestia e ogni altra minuta spesa che possa occorrere, si prenderà la somma in quantità di lire trentacinque dall'offerta che faranno i 30 Devoti in detta mattina: tante ce ne vuole per il computo fatto per le dette spese.


CAP. II - DELL'OBLAZIONE E DEL DEPOSITO

Siccome il detto Oratorio della SS/ma Vergine del Vannella nulla possiede, e porta seco molta spesa per il mantenimento di arredi sacri, di Fabbrica, e per le Feste di Maria SS/ma solite farsi nel corso dell'anno, per il mantenimento del lume all'Immagine della Vergine in tutti i Sabati e Mercoledì ultimi dell'anno, come ancora per la spesa della Festa del SS. Nome di Maria Titolo dell'Oratorio e della Nostra Congregazione, è necessario che ciascuno de' Trenta Devoti nostri Confratelli, come ancora quelli che nel tempo successivo subentreranno nella nostra Congregazione, intendono obbligarsi come di fatto per partito si obbligarono e si obbligano, e in quanto ai futuri si vogliono avere per obbliganti , diano ogni anno per oblazione e come per tassa un fiasco d'olio e un quarto di grano per le spese occorrenti, e l'avanzo si eroghi in mantenimento di detto Oratorio. E tralasciando alcuno di pagare anche per un solo anno la detta tassa, tutta o in parte, s'intenda subito che detto Confratello non vuol essere più della Congregazione; perciò il Provveditore, o Sottoprovveditore, lo partecipi al Correttore e al Governatore. A ciò i detti quattro Uffiziali propongono uno per ciascheduno un nuovo Confratello, e si mandino tutti a partito in corpo dei Trenta Devoti per essere vinto conforme a quanto diremo al capitolo 5°. Parimenti vogliamo che tutti quelli che subentreranno nella nostra Congregazione in occasione di luogo vacante, sia questo figlio o parente del defunto, che per diritto gli competa il luogo di Confratello, o sia un nuovo eletto per partito, plagerà subitamente lire una, per il deposito dei suffragi da farsi per il primo Confratello che passerà all'altra vita, in mano del correttore per porla nella cassetta dei depositi, e non pagando il vinto Confratello detto deposito si devolva il suo posto a quello che avrà avuto il 2° partito come si dirà a suo luogo. Il deposto poi deve rinnovarsi da tutti i Confratelli alla morte di ciascuno di essi, e chi rinnoverà il deposito, quando occorrerà, o non lo plagerà per tutto il dì della Festa di Settembre, seguente alla morte del Confratello, si escluda e si dia il suo luogo come si è detto di chi non paga la tassa e l'obbligazione. Se poi alcuno dei Confratelli che abbia già pagato il deposito uscisse per qualunque causa dalla Congregazione, vogliamo che detto deposito resti in cassa a beneficio di essa, e non si restituisca a chi esce, quantunque non sia stato erogato in suffragio di alcun Confratello defunto. Gli avanzi che col tempo si potessero fare delle offerte dei Trenta Devoti, vogliamo che stiano sempre in deposito per i bisogni che possono occorrere, e non vi stia in cassa meno di scudi dieci, e qualora vi fosse molta somma e la si volesse erogare in qualche ornamento dell'Oratorio, questo lo possa promuovere il Padre Correttore, col consenso degli Uffiziali che saranno in quel tempo, si faccia la spesa, purché rimangano sempre in deposito i dieci scudi per le spese necessarie e urgenti bisogni, per le Feste solite farsi in detto oratorio e mantenimento del lume all'Immagine di Maria SS/ma di Fabbrica ecc. Questo avanzo stia sempre nella cassetta dei depositi ove stanno i Capitoli e depositi dei Confratelli, serrata a due chiavi, una delle quali terra il Signore, e l'altra il Provveditore, e la cassetta starà sempre presso il Correttore. E nel giorno della Festa, avanti la Refezione, seguita che sarà l'estrazione Uffiziali si legga sempre l'entrata e le spese fatte nel corso dell'anno a beneficio dell'Oratorio.


CAP. III - DELL' ORAZIONE E SUFFRAGI

Acciocché il Titolo assunto dai Confratelli della Congregazione dei Devoti di Maria non sia un nome vano e falso, ma di sostanza e verità, si ricorda a tutti i confratelli presenti e futuri, e si pregano, di frequentare i SS Sacramenti, specialmente nelle Feste della Beata Vergine e a esercitarsi in opere di pietà, e nell'orazione, e in particolare a recitare per quanto sia possibile ogni mattina cinque Ave Maria in onore del Nome SS. di Maria, accompagnando tale orazione con un proposito efficace di non volere in quel giorno, né mai, pensare né dire cosa alcuna che possa dispiacere agli occhi purissimi di Maria né al Suo SS. Figlio. Quando poi Iddio manderà qualche infermità ad alcuno dei nostri Confratelli, procuriamo li Uffiziali, subito che sarà pervenuta la notizia del Confratello infermo, di accordarsi uno, o più d'uno di loro, oppure dei Confratelli, ad andare a visitarlo, consolarlo, ad esortarlo a chiedere, e ricevere, se vi è bisogno, i SS. Sacramenti, e a sopportare pazientemente il suo male e tutto ciò che gli manderà il Signore Dio, e quando sarà passato da questa all'altra vita, sia avvisato subito il Correttore e il Governatore acciò possino aprire la cassetta e col deposito suffragare più presto che sia possibile l'Anima del defunto con un Ufizio con Messa Cantata e quattro piene, previo il Notturno dei Morti nell'Oratorio del Vannella. Altre venti Messe piene le faccia celebrare il Signor Priore pro tempore di Settignano dove a lui piacerà: che in tutte sono 25°, con condizione però che se la Casa o Eredi del defunto volessero parte delle suddette Messe o tutte farle celebrare la stessa mattina nella chiesa ov'è esposto il cadavere del confratello, allora sia consegnato al Parroco della Chiesa tumulante tante lire quante Messe esigerà quella Casa purché non ecceda il n° di 20. Parimenti si devono avvisare tutti gli altri Confratelli acciò possano tutti prontamente suffragare l'Anima del defunto o con l'Ufizio dei Morti per chi sa leggere o col recitare il Rosario di 5 poste per chi non sa leggere: quindi procuriamo tutti i confratelli di pagare di nuovo il deposito da rimettersi in cassa per il Confratello che morrà, e questo sia pagato almeno per tutto il dì della Festa del prossimo futuro Settembre di quell'anno.


CAP. IV - DEGLI UFIZIALI, DELLA TRATTA, E DE' RIFIUTI

Acciò si conservi nella Congregazione la pace, l'unione e la carità fraterna, la quale è l'anima e il sostegno di tutta la Comunità, conviene che vi sia chi con amore presegga agli altri e che pensi e provveda di tempo in tempo alle cose necessarie. Perciò è d'uopo che vi sia, oltre al Correttore (che sarà sempre e lo deve essere il Signor Priore pro tempore di Settignano), un Governatore, o lo chiamino Signore; e due consiglieri, il primo dei quali sia il Provveditore e il secondo il Sottoprovveditore, l'elezione dei quali si faccia nel seguente modo: vi siano due borse, e in ciascuna di essa si mettano i nomi e polizze dei trenta confratelli: la 1° sia del Governatore, o Signore, la 2° del Provveditore o primo Consigliere. Da ciascuna di esse, la mattina della Festa avanti la Refezione, invocato prima il Divino aiuto, rispettivamente si estragga prima il Governatore e poi il Provveditore, il quale Provveditore (o vogliamo dire il primo Consigliere) abbia la facoltà di eleggere a voce a suo piacimento il secondo Consigliere cioè un sotto Provveditore, ossia Camarlingo, dal numero dei trenta Confratelli. E così si faccia ogni anno finché si vuotino affatto le borse. Vuotate le borse si faccia poi nuova imborsazione come sopra. Parimenti quando entrerà nella nostra Congregazione qualche Novizio, si ponga, subito dopo fatta l'estrazione, la polizza di esso in ambedue le borse. Se in occasione di nuova imborsazione estratto fosse per Governatore, o per provveditore uno che avesse goduto un tale posto nell'anno allora spirante, se ne estragga un altro e quello si rimborsi perché non soffra per due anni continui l'incomodo di tale ufizio. Il simile si faccia ancora quando fosse estratto per Governatore quello che termina l'ufizio di Provveditore e reciprocamente se fosse estratto per Provveditore chi termina allora l'ufizio di Governatore. Chi poi, estratto, non volesse accettare l'ufizio senz'essere legittimamente impedito, paghi lire tre del rifiuto e dopo l'estrazione si rimborsi la polizza e se ne estragga un altro. Chi avrà pagato il rifiuto sia esente non soltanto in quell'anno ma ancora nell'anno futuro dall'ufizio e di Governatore e di Provveditore. I rifiuti pagati vadano in beneficio e vantaggio del Confratello estratto e accettante l'ufizio del rifiutante. Chi poi fosse legittimamente impedito, non paghi il rifiuto e si rimborsi. E perché non insorgano dissensi né inganni a cagione dei legittimi impedimenti che saranno talvolta addotti, il Confratello estratto che non accettare pretendendo d'essere legittimamente impedito, e non pagare il rifiuto, esponga il suo impedimento il quale, quando non sia chiaro e patente, si mandi a partito e essendo vinto per i due terzi si abbia per legittimo: altrimenti sia soggetto alla pena del rifiuto come già detto. Se a caso fosse estratto per Governatore, o per Provveditore, chi non fosse venuto e non avesse mandato il cambio in sua vece alla Refezione, e avesse pagato la tassa, cioè l'oblazione di grano e l'olio per la Madonna, come gli altri, allora si allora si estragga un altro per rispetto, e si lascino aperte le due polizze per stracciare quella che avrà avuto il suo effetto e rimettere l'altra nella rispettiva borsa. Si avvisi subito il Confratello assente per vedere se accetta o no, per contenersi come si è detto sopra. Le borse si serrino in una cassetta a due chiavi differenti e in essa si riponga tutto il danaro dei depositi e i presenti capitoli. Di dette due chiavi una ne tenga il Padre Correttore e l'altra il Governatore. La detta cassetta così serrata stia sempre presso il Signor Priore pro tempore di Settignano.


CAP. V - DEL RIMETTERE I NOVIZI

Quando vacherà qualche posto nella nostra Congregazione, o per morte o per renunzia di qualche Confratello, il Padre Correttore faccia avvisare gli altri 3 Ufiziali, cioè Governatore, Provveditore, e Sottoprovveditore, acciò stabiliscano il giorno per dare il posto vacante e per vedere di proporre quelli che brameranno e chiederanno di entrare nella nostra Congregazione; le qualità delle persone da proporre sono: siano lavoratori di terre, non abbiano più di 40 anni, stiano nel popolo di Settignano, o in altro popolo ma dei più vicini al medesimo, siano di buoni costumi e di buon natale, siano Capi di Casa, e non essendo chiedano il consenso di esso. I 4 Uffiziali soli, cioè il Correttore, il Governatore, il Provveditore e il Sottoprovveditore, abbiano facoltà di proporre uno per ciascheduno l'elezione del nuovo Confratello. Fissato il giorno, avvisati tutti i Confratelli, e adunati nel giorno e ora fissata, almeno nel n° di due terzi, nella Canonica di Settignano, invocato il Divino Spirito, si legghino i nomi dei 4 proposti o, essendo meno, quelli che saranno. Si mandino a partito un per volta, e quello che avrà più voti favorevoli, purché passino la metà, ottenga il ,posto vacante. In termine di un mese questi paghi il suo deposito nelle mani del Correttore, che sarà una lira per riporla in cassetta a suo tempo con gli altri. Non pagando, resti escluso, e si dia il suo posto al 2° partito, purché sia passato la metà dei voti favorevoli. Il simile si faccia se non pagasse a suo tempo l'oblazione dell'olio e grano. Se mai accadesse che alcun dei Confratelli, che legittimamente sia stato della nostra Congregazione, tornasse lontano da Settignano, e quando uscirà ufiziale sia tenuto ad accettare o pagare il rifiuto e trovare inoltre per il dì della Festa altra Casa in Settignano per la Refezione, secondo l'ufizio che goderà. E ciò per non dare incomodo ai Confratelli e per poter celebrare per tempo le funzioni ecclesiastiche con l'intervento degli Ufiziali e degli altri Confratelli. In quanto ai parenti del defunto ai quali compete il posto senza partito, devono essere imborsati come gli altri Novizi, e la polizza del Confratello defunto, se uscisse, e non avesse goduto ufizi deve essere stracciata.


CAP. VI - DELL' UFIZIO DEL GOVERNATORE

Il Governatore, o sia Signore, dopo il Correttore, deve presiedere a tutti gli altri, i quali sono tenuti a portargli rispetto e ubbidienza nelle cose che sono della Congregazione e farli adunare all'occorrenza o in casa propria, o del Provveditore oppure in Canonica, sempre però col consenso e presenza del Correttore, e di due Consiglieri. La mattina della Festa vada per tempo cogli altri Confratelli per presentare l'offerta dell'olio e del grano all'Oratorio del Vannella, e assistere alla Messa Cantata e all'altre devote Funzioni. Vada quindi ove sarà presentata la Refezione, avanti la quale procuri e si faccia la Tratta de' novi Ufiziali, e ancora i partiti se ve ne saranno da farsi. Fatta poi dal Correttore la benedizione della mensa, procuri che stiano a tavola con tal compostezza che dimostri esser vera refezione di devoti di Maria, terminata la quale, e rese le grazie, termini l'ufizio suo, e degli altri Ufiziali, e consegni al nuovo Governatore la chiave della cassetta del deposito. Se la mattina della Festa, prima di andare al Vannella, il Governatore, col solo assegnamento di lire dieci che gli darà il Provveditore, volesse dare una piccola colazione ai Confratelli che concorreranno alla sua Casa per accompagnarlo alla visita dell'Oratorio del Vannella, lo potrà fare, ma procuri che si faccia per tempo e sia terminato almeno alle 9,30 della mattina e non sia con eccesso, specialmente nel bere, acciò quel SS. giorno che deve essere per noi di maggior devozione a Maria e di edificazione per gli altri, non diventi giorno di intemperanza e di scandalo.


CAP. VII - DELL' UFIZIO DEL PROVVEDITORE E REFEZIONE

Il provveditore della nostra Congregazione, o sia il 1° Consigliere, è quasi il sostegno della medesima: deve procurare che tutti i Confratelli paghino il deposito e la tassa, riscuotere tutto ciò che può pervenire alla Congregazione, pagare tutto quello a cui essa è obbligata, mandare i rispettivi avvisi in caso di infermità o morte di Confratelli, avere attenzione alla scelta dei nuovi Confratelli, col preferire a tutti gli altri quelli della Casa del defunto, riparare a tutti i disordini con avvisare il Correttore e il Governatore, e fare tutto ciò che può bisognare alla Congregazione, aiutato dal nostro Sottoprovveditore. Il Sottoprovveditore o sia il 2° Consigliere, deve aiutare in tutto il Provveditore, cioè, nel riscuotere, nel provvedere per la Festa e Refezione, nell'invitare a portare polizze e avvisi, raccogliere i voti nei partiti, e fare tutto ciò che non potrà fare da sé il Provveditore. La Refezione poi sarà sempre in Settignano o in luogo vicino. Deve farsi dopo la Tratta dei nuovi Ufiziali, e il rendimento dei conti, con l'intervento del Correttore o di un Sacerdote da esso mandato in suo luogo. Questa Refezione deve essere parca e non lauta: deve consistere in una minestra, un lesso, un piatto in umido, un arrosto oppure una frittura, un'insalata e due frutti, onde si verifichi la sobrietà raccomandata dall'Apostolo, "sobri estote" e chi disprezzerà questa prammatica potrà essere redarguito poiché deve essere solamente per un sollievo spirituale a guisa della turba satollata là nel deserto del nostro Signore Gesù Cristo che dopo avergli dato il cibo spirituale dell'anima la satollo corporalmente affinché stanca dal digiuno e dal viaggio non venisse meno per la strada. Così i trenta Devoti dopo aver ristorato l'anima per mezzo dei SS. Sacramenti e con l'acquisto dell'Indulgenza Plenaria e dopo gli altri servizi Cristiani fatti nell'Oratorio della Vergine del Vannella si portino a satollare il corpo alla Casa del Provveditore. Senza chiasso e strepito, portando ognuno dei trenta Confratelli la sua posata e salvietta, ricordandosi che v'è presente il Signore Iddio come ci avvertisce l'Apostolo: "frates gaudete in Domino semper, iterum dico gaudate, modestia vostra nota sit omnibus hominibus, Dominus enim propre est". Per la spesa pertanto di questa Refezione il Provveditore, oltre a 2 paoli che ciascun Confratello gli deve dare, eccettuato il Correttore o il Sacerdote da esso mandato in sua vece, deve ricevere lire venti, oltre alle lire dieci che deve consegnare al Signore per la colazione, che in tutto fanno lire trenta da levarsi dalla somma della offerta che faranno i trenta Devoti per la Festa. Inoltre se alcuno dei Confratelli che non sia debitore di cosa alcuna alla Congregazione non potesse venire alla Refezione, e nonostante volesse pagare i 2 paoli, possa mandare un altro di sua Casa o un suo amico in sua vece, o mandare a prendere la sua parte. Se poi non potesse pagare la tassa della Refezione ma avesse già pagato tassa e deposito, allora si dia ad esso un terzo di fiasco di vino e un pane di quelli, e di quel peso, che sarà dato agli altri alla mensa. Terminata la Refezione, e rese le grazie al Signore Iddio, e non essendo chi suggerisca cosa alcuna attinente alla Congregazione, ognuno sia licenziato.


CAP. VIII - DELLA SEPOLTURA E SUA FUNZIONE

Giunta che sia la morte a qualsivoglia dei Confratelli, vogliamo che il suo cadavere sia sepolto nell'Oratorio del Vannella, come in testimonianza della sua devozione alla Vergine ss/ma, nella sepoltura a tale effetto nuovamente fatta colle debite permissioni, nella Cappella avanti l'Altare di Santa Cristina, e per far ciò senza spesa della Casa del defunto, restano obbligati i Confratelli ad andare a prendere il cadavere del Confratello defunto alla Chiesa di Settignano, o a quella del popolo ove è morto e portarla al detto Oratorio; quindi prima di seppellirlo si canti il 1° Notturno dei Morti, e nel tempo che si canti il Miserere, si dia sepoltura al cadavere e se alcuno dei trenta Confratelli mancherà a questa caritatevole funzione, pagherà di multa soldi 10 quali anderanno in cassa dei depositi. La spesa poi di lire 9 che ci vorrà per la tumulazione del cadavere, dovrà levarsi dalla cassa suddetta. Qualora poi qualche Fedele defunto volesse essere sepolto nella detta Sepoltura, non possa esserlo, essendo questa a vantaggio dei soli Confratelli: possa però esserlo a sterro purché paghi lire 14 oltre le spese di trasporto e di tumulazione.



LE PRESENTI COSTITUZIONI, O CAPITOLI, FU ACCORDATO CHE FOSSERO RESE OSTENSIBILI A TUTTI, CON PARTITO DEL DI' 14 DICEMBRE 1845: A SPESE DELLA CASSA DELLA SUDDETTA CONGREGAZIONE, DETTA DEL TRENTESIMO, CON APPIÈ I NOMI DEI TRENTA CONFRATELLI.